Emergenza Sorrisi in Siria, Abenavoli: «Formare i medici. Ci vuole grande volontà»

Emergenza Sorrisi in Siria, Abenavoli: «Formare i medici. Ci vuole grande volontà»

Prosegue la missione dei medici volontari di Emergenza Sorrisi. Il presidente Abenavoli: «Il nostro obiettivo primario è formare i medici locali per renderli autonomi nell’affrontare le emergenze. Da parte nostra occorre un forte spirito di partecipazione, ma anche un po’ di incoscienza»
di Valentina Brazioli
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Emergenza Sorrisi in Siria. Ecco la nuova missione dell’organizzazione non governativa che si è recata a Damasco dal 15 al 22 novembre per assistere la popolazione colpita dai conflitti e formare i medici locali per renderli autonomi nell’affrontare le emergenze. «L’importanza di questa missione è facilmente intuibile – racconta Fabio Massimo Abenavoli, fondatore e presidente della Onlus -. Il nostro obiettivo è aiutare la popolazione e i nostri colleghi locali prestando cure mediche specialistiche e cercando di alleviare il dramma che ogni giorno vivono i bambini e gli adulti siriani da ormai troppi anni. Non ci si abitua alla sofferenza e noi abbiamo risposto subito con grande volontà e spirito di fraternità all’invito del Governo Siriano di prestare soccorso alla popolazione».

Abenavoli, insieme al suo staff di medici volontari fra cui un neurochirurgo, un ortopedico, un chirurgo plastico e un anestesista, hanno raggiunto l’ospedale di Damasco per operare bambini e adulti vittime di traumi di guerra. «Per scegliere di partire – prosegue Abenavoli – occorre un forte spirito di partecipazione, ma anche un po’ di incoscienza. Io stesso, nel corso degli anni, ho contratto epatite e malaria. Operiamo in zone difficili, prima di partire un po’ di paura c’è sempre, ma occorre anche un pizzico di incoscienza».

Il conflitto in Siria è in corso da quando la Primavera Araba ha avuto inizio nel 2011 e purtroppo non c’è per adesso alcun segno che faccia sperare in una conclusione in tempi brevi. La guerra in corso non è un solo conflitto, ma si caratterizza per diversi scontri intestini che fino ad oggi hanno fatto più di 200mila morti, oltre 5 milioni di persone che hanno lasciato il paese e tantissime strutture, tra cui ospedali e scuole, ridotte in macerie.

Emergenza Sorrisi si occupa di bambini affetti da labbro leporino, palatoschisi, malformazioni del volto, esiti di ustioni, traumi di guerra, cataratte e altre patologie invalidanti nei Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo dell’organizzazione non è soltanto assistere i pazienti ma anche formare i medici locali per prepararli ad affrontare le urgenze e insegnargli ad essere autosufficienti anche al termine delle missioni umanitarie. Dell’organizzazione fanno parte 369 medici e infermieri volontari, grazie ai quali vengono realizzate missioni chirurgiche in 17 paesi nel mondo. Fino ad ora 3.909 bambini sono stati operati e hanno ritrovato il sorriso. Tutti i progetti di Emergenza Sorrisi nei Paesi del sud del mondo prevedono la partecipazione locale, più ampia e inclusiva possibile. Allo stato attuale sono 7 le sedi locali autonome dell’associazione aperte in Benin, Repubblica Democratica del Congo, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Georgia e Burkina Faso.

Novembre 2016 | © Sanità Informazione

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