Colpito da Infarto, 17enne salvato da 2 testimoni

Colpito da Infarto, 17enne salvato da 2 testimoni

Un maresciallo e un’infermiera assistono allo svenimento del giovane all’interno di una pizzeria. Le prime pratiche rianimatorie l’hanno salvato da morte certa
Ambulanza

FORLI’ – Un diciassettenne di Meldola, colto da arresto cardiaco mentre era in pizzeria con la famiglia, è stato salvato dal tempestivo intervento di un maresciallo dei carabinieri di Forlì e di un’infermiera. I due, entrambe fuori servizio, non hanno esitato a praticare un primo soccorso sul posto al giovane, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Un massaggio cardio polmonare che ha salvato la vita al ragazzo, poi stabilizzato all’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”.

Lo rende noto un comunicato dell’Ausl: “Tutto è iniziato quando, in una pizzeria di Forlì, il diciassettenne di Meldola è di colpo crollato a terra, privo di conoscenza. Subito, da un altro tavolo del locale sono accorsi il maresciallo capo dei carabinieri di Forlì, Giovanni Mastrolorito, e un’infermiera, che si trovavano lì a cena. I due hanno iniziato a effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base; la loro presenza è risultata provvidenziale visto che tale pratica ha effetto esclusivamente entro i primi 10 minuti dall’attacco, quando è in grado di salvare la vita della persona colpita. Nel frattempo, è intervenuto anche il servizio “118” che ha proseguito per altri 30-40 minuti la rianimazione, defibrillando più volte il paziente e trasportandolo all’ospedale di Forlì dove è entrato, in coma, al Pronto soccorso. Immediatamente, è stato sottoposto a iportemia, tecnica che consente di migliorare l’esito, in termini di sopravvivenza e recupero neurologico, in un soggetto con arresto dovuto a fibrillazione ventricolare. Successivamente, il ragazzo è stato inviato al Laboratorio di Emodinamica del reparto di Cardiologia, per effettuare una coronografia, esame diagnostico che ha escluso la presenza di anomalie congenite delle coronarie; essendo il paziente in stato di shock, si è deciso di ricorrere anche all’assistenza meccanica con contropulsatore aortico, portandolo poi in Terapia intensiva Cardiologica dove si è proseguito per 24 ore il trattamento di ipotermia. Al risveglio, il ragazzo è apparso in buone condizioni, rispondendo agli stimoli e mostrando di non avere riportato particolari traumi, anche se saranno necessari ulteriori accertamenti per valutare eventuali danni residui e per chiarire la causa dell’accaduto”.

Se la vicenda del diciasettenne di Meldola si è conclusa col lieto fine, lo si deve al rodato meccanismo del dipartimento dell’emergenza dell’Ausl di Forlì. “Grazie alla stretta integrazione fra tutte le figure professionali coinvolte siamo riusciti ad agire in tempi rapidi, assicurando il buon esito della vicenda – commenta il dottor Marcello Galvani – questo caso, poi, è paradigmatico dell’efficacia della terapia intensiva rispetto a problematiche emergenti quali, appunto, l’arresto cardiaco”.

Aprile 2013 | © CRI Cervia

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