Carceri: a Roma diploma in operatori socio-sanitari per detenuti

Carceri: a Roma diploma in operatori socio-sanitari per detenuti

Quindici detenuti del carcere romano di Rebibbia hanno concluso il percorso formativo e sostenuto l’esame finale del primo corso per operatori socio-sanitari organizzato in un penitenziario dagli Istituti Regina Elena e San Gallicano, in collaborazione con l’EnAIP Lazio
Carcere

Il corso ha avuto una durata di mille ore, organizzate in lezioni quotidiane per oltre sei mesi. L’attestato di qualifica è spendibile sia all’interno che all’esterno dei penitenziari e in tutta la Comunità europea. La qualifica di Oss consentirà a chi deve scontare pene lunghe o ergastoli occuparsi – con regoalre retribuzione –dei detenuti più anziani o in stato di bisogno, alimentandoli, assistendoli nell’igiene personale, accompagnandoli fuori ecc. Per gli altri, tramite cooperative sociali, si avrà la concreta possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e raggiungere così il vero obiettivo della detenzione: la riabilitazione ed il reinserimento sociale della persona reclusa.

Il programma del corso ha trattato argomenti che vanno dalla legislazione sanitaria nazionale e regionale, sicurezza e diritto del lavoro, organizzazione dei servizi sociali e sanitari, sino ad arrivare al modulo con materie quali anatomia, dietetica, psichiatria, pediatria, geriatria e, soprattutto con il dettaglio dei possibili interventi sociali e sanitari in ogni singolo settore.
Per la formazione inerente gli interventi sanitari, si sono svolte 100 ore di esercitazioni e simulazioni organizzate in una stanza appositamente arredata con manichino, manichino specifico per pronto soccorso, letto ospedaliero ecc.

“I nostri Istituti – ha affermato Francesco Bevere, Direttore Generale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano durante la cerimonia di chiusura del percorso formativo - offrono una ulteriore testimonianza di generosità e impegno verso le persone in difficoltà. Il corso ha tenuto occupati gli allievi in modo utile, con risvolti positivi sul versante psicologico e sociale e ha permesso di acquisire una qualifica specialistica molto richiesta e in continua evoluzione. Desideriamo – ha concluso Bevere – mettere a disposizione di realtà come le carceri tutta l’esperienza dei nostri Istituti anche nel campo della formazione oltre alle specifiche competenze in campo oncologico e dermatologico”.

Aprile 2010 | © Quotidiano Sanità

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